Pillola 4
5+1 motivi per spiegare come food hall e gastro market hanno ucciso gli ipermercati
PREMESSA
Eataly aveva già capito tutto nel 2007: dalla spesa saremmo passati allo shopping alimentare, dal mangiare a casa e in mensa al vivere esperienze nel mondo horeca. Il format Food Hall/Gastro Market è oggi il più trendy in tutto il mondo, da Seoul a Londra passando per Lisbona. È uno dei pochi concetti born in Italia. Intanto ha aperto un ipermercato con all’interno un barber shop…
1 – IL NOME
Sembra banale ma c’è una bella differenza tra l’andare da Eataly New York, il Mercato Centrale di Firenze o il Market Hall di Fulham e da Fiordaliso, Gli Orsi o Il Destriero. Provate a pronunciarli e a ragionarli nella vostra mente. In un nome c’è un concetto, una scelta, una destinazione. I nuovi formati hanno un’identità, i centri commerciali/ipermercati se la sono inventata e forse non l’hanno mai trovata.
Time Out Market – Lisbona (POR)
2 – I LUOGHI
Marc Augé li chiamava non luoghi, noi portaerei del consumismo, ci riferiamo agli ipermercati.
Comunque periferici, scatoloni di cemento armato, luci al neon, spazi enormi difficili da raggiungere. Le food hall sono invece urbane, centrali, in edifici storici e quartieri della memoria recuperati ad hoc o all’interno di altri concept commerciali. Destination.
Market Hall Fulham – London (UK)
3 – SIGNIFICATO DI CONSUMO 1
La spesa è diventata shopping, il carrello è oggi un’agile borsa. Non si compra più per riempire il frigorifero e la dispensa ma per cercare una soluzione per il prossimo pasto. Oppure si compra il food come un balocco, per il proprio egoismo e le proprie voglie. Una birra artigianale, una crema al tartufo, una tavoletta di cioccolato monorigine. Intanto i tempi di frequentazione e di scelta in un ipermercato sono infiniti e qualitativamente scarsi, rispetto al valore che ha acquisito il tempo per le persone.
Borough Market – London (UK)
4 – SIGNIFICATO DI CONSUMO 2
Si mangia più che si compra e le food hall/gastro market sono studiate apposta per questo. Il comprare e il somministrare si tirano la volata. Quando l’ipermercato invece cerca di fare somministrazione sta facendo un lavoro che non è il suo. Non è il luogo, non ha i flussi, né le competenze. Tentativi inutili.
De Hallen – Amsterdam (NL)
SSG FOOD MARKET A SEOUL
Il format delle food hall/gastro market si espande in tutto il mondo. A Seoul il gruppo Shinsegae ha aperto un mercato moderno che fonde un supermercato premium al nuovo concetto di food hall. 4.000 mq in cui è possibile comprare prodotti artigianali dai diversi produttori locali o cenare al ristorante da 200 posti con cucina tradizionale coreana a vista. La spesa diventa shopping e le botteghe negozi di moda.
LA RICETTA PERFETTA PER UNA FOOD HALL
- Location
Situate in zone centrali e in quartieri o luoghi della memoria storica della città sia food che non food.
- Offerta
All’interno devono essere presenti almeno 20 concetti/artigiani con offerte distintive e attraenti.
- Esperienza
Maggiore spazio alla somministrazione rispetto all’acquisto.
= un concept replicabile (tal quale la distribuzione moderna)
5 – ASSORTIMENTO
Le eccellenze degli artigiani locali e le griffe del food vs la massificazione dei prodotti e delle marche. Il preparato davanti a te rispetto alla gastronomia anni ‘70. Il banco contro lo scaffale. Le aperture fino a tarda sera rispetto al deserto durante la settimana e dopo le 20. Non c’è lotta.
Mercado de San Miguel – Madrid (ESP)
+1 – EVOLUZIONE E INNOVAZIONE
Il commercio è evoluzione e innovazione, come la vita d’altronde. Negli anni ‘90 gli ipermercati rappresentavano la modernità, oggi chi li possiede e gestisce ha un problema e anche grosso… Le food hall/gastro market sono la moda contemporanea del food, il punto di riferimento dell’esperienzialità. Un ipermercato è un ipermercato: copiare gli altri o trovare soluzioni fantasiose va contro la propria identità. Ognuno deve fare il suo mestiere.
A breve anche il format food hall sarà inflazionato. È il bello del commercio!
BREAKING NEWS: FOOD HALL A NEW YORK
Una Food Hall di 2.500 metri quadri dedicata al Made in Italy a New York, questa è la nuova creazione di Arrigo Cipriani, il Patron dell’Harry’s Bar di Venezia. Prevista per l’estate 2019 la Food Hall nascerà lungo l’Hudson all’interno del complesso del Two Waterline Square, tra Hell’s Kitchen e l’Upper West Side. Ristoranti, caffetterie, pasticcerie e banchi che offriranno prodotti italiani e stranieri di qualità.