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Design experience: 6+1 istruzioni per l’uso

Design experience: 6+1 istruzioni per l’uso

Design experience: 6+1 istruzioni per l’uso 1440 812 Chiara

Pillola 6

Design experience: 6+1 istruzioni per l’uso

PREMESSA

Design Week Milano: un mondo di eventi e di emozioni. La forza del design-thinking è proprio quella di trasferire nelle aziende e nelle persone la capacità di immaginare l’innovazione e ricercare il cambiamento. Oggi nel mondo dell’esperienzialità, il design, recuperando l’etimologia latina “de-signare”, diviene la disciplina che “da senso alle cose”, oltre la loro forma, la disciplina che lavora sul rinnovamento dei significati delle cose per le persone indipendentemente dal posizionamento di prezzo e dal settore merceologico.

Ma come si fa a disegnare esperienze di successo?

1 – DIMENTICARE IL PRODOTTO

Siete passati dall’economia industriale alla post modernità, oppure siete nati già digitali. Comunque sia il prodotto “tout court” è un archetipo di un mondo che non esiste più dove la quantità era più importante della qualità. Nel mondo dell’esperienza le prestazioni, le ricette, le materie prime, la concorrenza sono prerequisiti del vostro lavoro oppure pretesti per parlarvi addosso. Dovete concepire emozioni.

2 – RIPENSATE I SIGNIFICATI DI CONSUMO

Il mondo delle esperienze richiede un’attenta analisi del cambiamento insieme al coraggio di innovare. Il processo di ideazione di una nuova attività nel mondo dell’esperienza è sempre più simile a quello di un’opera d’arte, si vuole creare un concetto unico e distintivo. Il sogno è quello di essere il monopolista di un’idea in un settore. La contraddizione è che il sogno di monopolio si scontra con l’obiettivo economico del massimo fatturato che invece è collegato alla massificazione del concetto stesso.

3 – NON PENSATE A VENDERE

Se pensate al fatturato state sbagliando. L’esperienza deve essere vissuta indipendentemente dalla concretizzazione in un atto di acquisto. Se non si è comprato la prima volta, si comprerà nel futuro! Se seguite questo consiglio ragionate su una dimensione spazio/temporale che va oltre il punto vendita. La “vita” quotidiana del vostro potenziale cliente è il campo esperienziale della vecchia “customer journey”.

4 – UN MONDO DI DETTAGLI

Il design dell’esperienza è fatto di mille dettagli, di sfumature sorprendenti e inaspettate che travalicano sempre il prodotto/servizio che vendete. Coccole, wow effect, genialate, i neologismi peggiori per spiegare uno studio e uno sviluppo dell’esperienza che non ha nulla di improvvisato.

La cultura e la ricerca invece aiutano.

5 – IL BELLO COME VALORE

Le migliori esperienze sono belle da viversi e da vedersi. Colori, materiali, luci, suoni, arredi, comunicazione sono i campi su cui sviluppare il “bello”. Copiare non vale. In un mondo digitale la prova del nove delle migliori esperienze è la loro capacità di essere fotografabili.

6 – CONCEPIRE COME NASCITA

Le esperienze non si inventano, i negozi non si inaugurano, ma tutti e due si concepiscono. L’idea non ha senso se non è consistente in partenza e coerente nella sua declinazione. Concepire un’esperienza è un esercizio di umiltà in relazione alle proprie potenzialità, di rispetto nei confronti degli altri, di coraggio verso un posizionamento innovativo. I concept generici non fanno strada.

+1 – MEMORABILITÀ

È la parola chiave che misura il successo, se l’esperienza è memorabile il processo è terminato, ce l’avete fatta! Anche se l’esperienza, e lo sapete dall’inizio, una volta creata è per assurdo già vecchia, perché voi stessi o qualcun altro sta già pensando a come evolverla, la memorabilità, e non il ricordo, la renderanno viva per sempre.