Pillola 6
Poke: i segreti del successo del piatto più venduto in Italia
5 motivi per spiegare come una ricetta etnica è diventata un concept food globale
1 – FUNZIONE D’USO
Ricordate la vecchia “insalatona” o il piatto unico? Il poke soddisfa lo stesso significato di consumo: una soluzione di pasto veloce, definitiva e apparentemente anche salutare, appunto come l’insalatona…Ottima per la pausa pranzo o per gustarla davanti a Netflix, perfetta per i millenials che non fanno la spesa né cucinano.
2 – CONTENITORE
È scientificamente provato che nel mondo food la rotondità delle forme conforta e aiuta l’accettazione e l’acquisto delle persone. Non a caso nell’evoluzione del poke si aggiunge nella sua definizione la parola “bowl” (ciotola sa troppo di pet food…) fino ad arrivare addirittura ad una nuova categoria merceologica che sublima anche il poke originale: “le bowl” con verdure, carne, coous cous, calde o fredde e anche nella versione liquida come zuppe. Il contenitore fa la categoria, una vera novità nel mondo del food!
3 – INGREDIENTI
Nella ricetta originale gli ingredienti sono i più cool del food: pesce crudo che piace a tutti (salmone e tonno), proteine (edamame), la frutta superfood (avocado o mango), il riso che al contrario di quello che si pensa non è un ingrediente neutro ma distintivo della ricetta. I colori degli ingredienti a contrasto con il bianco-riso rendono il poke ancora più attraente, altro elemento essenziale di un concept food globale. L’Hawaian style fa parte dell’immagine coordinata, dove imperano i colori pastello, ma ancora una volta è una reinterpretazione o addirittura un’invenzione con nessun riferimento storico. L’iconografia del surfista più che della memoria food.
4 – PERSONALIZZAZIONE
Il poke da ricetta si evolve in un prodotto e un contenitore risultato dell’assemblaggio di variabili scelte dal cliente anche nella size della bowl (small, medium, large). Compaiono salse e condimenti oltre la soya, diverse tipologie di riso e di pesce, verdure da insalatona, granelle e topping. La storia si ripete come per le mode passate degli hamburgher, della pizza, del gelato a stecco. Oltre la generica percezione di cibo “sano”, poco si sa di origine e certificazione dei prodotti, trattati ormai in modo massificato.
5 – ESPERIENZA SUL PUNTO VENDITA
Nel passaggio da ricetta etinica a concept di prodotto il poke diventa uno dei primi prodotti a essere pensato per una vita multicanale, dove takeaway e delivery la fanno da padrone e il punto vendita fornisce un’espereinza minima per il cliente. Tralasciando insegna e ambientazione, il “negozio-laboratorio”, più che “ristorante” di poke, non è che il vecchio banco self service (l’archeologia del food service) dove scegli da una saladette gli ingrediente della tua bowl.
Le operation sono minime (non si cucina), la professionalità degli operatori anche: il business si basa su standardizzazione e volumi.